frammenti di durata
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Attraverso interventi site-specific, scultorei e performativi, le pratiche di Ludovica Carbotta e Jacopo Benassi, pur sviluppandosi lungo linguaggi distinti, convergono sull’idea dell’opera d’arte come processo aperto capace di trasformarsi nel tempo. Ludovica Carbotta, il cui lavoro è stato presentato in contesti internazionali come la Biennale di Venezia e la Fundació Joan Miró, sviluppa una ricerca sulle relazioni tra l’individuo e lo spazio, indagando i processi di costruzione, percezione e abitazione dei luoghi. Jacopo Benassi, protagonista di mostre presso istituzioni quali la Tate Modern, il Palais de Tokyo, la Fondation Vincent van Gogh e Palazzo Reale a Genova, attraversa la fotografia, la performance e la musica, facendo della contaminazione tra i linguaggi il cuore della sua pratica.

Attraverso interventi site-specific, scultorei e performativi, le pratiche di Ludovica Carbotta e Jacopo Benassi, pur sviluppandosi lungo linguaggi distinti, convergono sull’idea dell’opera d’arte come processo aperto capace di trasformarsi nel tempo. Ludovica Carbotta, il cui lavoro è stato presentato in contesti internazionali come la Biennale di Venezia e la Fundació Joan Miró, sviluppa una ricerca sulle relazioni tra l’individuo e lo spazio, indagando i processi di costruzione, percezione e abitazione dei luoghi. Jacopo Benassi, protagonista di mostre presso istituzioni quali la Tate Modern, il Palais de Tokyo, la Fondation Vincent van Gogh e Palazzo Reale a Genova, attraversa la fotografia, la performance e la musica, facendo della contaminazione tra i linguaggi il cuore della sua pratica.

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